Edward Joseph Snowden
Edward Joseph Snowden
(Elizabeth City, 21 giugno 1983) è un informatico e attivista statunitense
naturalizzato russo, reso famoso dalla sua attività di whistleblower.
In passato tecnico della CIA e, fino al 10 giugno 2013, collaboratore di un’azienda consulente della National Security Agency (NSA), è noto per aver svelato al pubblico dettagli di diversi programmi top secret di sorveglianza di massa del governo statunitense e di quello britannico. Attraverso la collaborazione con alcuni giornalisti ha rivelato diversi documenti altamente secretati su programmi di intelligence, tra cui il programma di intercettazione telefonica tra Stati Uniti e Unione Europea riguardante i metadati delle comunicazioni, il PRISM, Tempora e altri programmi di sorveglianza su Internet.
Dal 2013 è rifugiato in Russia, che gli ha concesso la cittadinanza nel settembre 2022.
Biografia
Nato a Elizabeth City, Snowden è cresciuto a Wilmington, Carolina del Nord. Il padre, Lonnie Snowden, era un ufficiale della Guardia Costiera degli Stati Uniti, sua madre è impiegata presso la corte federale del Maryland, mentre la sorella divenne avvocato presso il Federal Judicial Center di Washington. Snowden si è trasferito con la famiglia a Ellicott City, nel 1999, dove ha studiato informatica presso l’Anne Arundel Community College, ma non ha portato a termine gli studi superiori. Il padre di Snowden ha spiegato che suo figlio ha perso diversi mesi di scuola a causa di una malattia e ha terminato gli studi in una scuola privata, dove si è diplomato. Pur non essendo laureato, nel 2011 si è iscritto a un master telematico in Computer security dell’Università di Liverpool.Il padre, inoltre, ha sempre considerato il figlio come il più intelligente della famiglia e ha dichiarato di non essere rimasto sorpreso quando Snowden totalizzò 145 punti su due test del quoziente d’intelligenza.
Nel maggio 2004 Snowden si è arruolato nell’esercito degli Stati Uniti come recluta delle Forze Speciali, ma non ha completato l’addestramento a seguito di un incidente in cui si era rotto entrambe le gambe. A settembre dello stesso anno venne congedato.Ha dichiarato di essersi voluto arruolare per combattere in Iraq perché si sentiva in obbligo, come essere umano, di liberare le persone dall’oppressione. Successivamente si è occu
pato di sicurezza per conto della National Security Agency presso l’Università del Maryland, per poi essere reclutato dalla CIA e occuparsi di sicurezza informatica.
![]()
Nel 2007 ha lavorato sotto copertura diplomatica per conto della CIA a Ginevra, dove ha cominciato ad avere accesso a documenti riservati e a nutrire dubbi sulla correttezza dell’operato dell’Agenzia, che lasciò nel 2009 a favore dell’azienda produttrice di personal computer Dell,la quale lo assegnò a una struttura della National Security Agency in Giappone. Il suo ultimo impiego prima della partenza dagli Stati Uniti è stato alle Hawaii per la società di consulenza alla difesa Booz Allen Hamilton, per la quale ha lavorato per meno di tre mesi nel 2013 come amministratore di sistema all’interno di una struttura della NSA. L’azienda, che lo ha assunto nonostante alcune possibili discrepanze rilevate nel suo curriculum formativo,ha terminato i rapporti con Snowden il 10 giugno 2013 per violazione dei codici di condotta dell’azienda e ha dichiarato che, al momento, il suo salario era dell’ordine dei 122.000 dollari l’anno.
Nel 2013, Snowden, dopo impieghi nella Dell e nella CIA, fu assunto dalla Booz Allen Hamilton, un’azienda di tecnologia informatica consulente della NSA (agenzia per la sicurezza nazionale). Snowden afferma che diventò sempre più disilluso dai programmi con i quali fu coinvolto e che provò a sollevare le sue preoccupazioni etiche attraverso canali interni alla NSA, ma venne ignorato. Il 20 maggio 2013, Snowden volò a Hong Kong dopo aver lasciato il suo lavoro in una struttura della NSA nelle Hawaii, e all’inizio di giugno rivelò migliaia di documenti segretati della NSA ai giornalisti Glenn Greenwald, Laura Poitras, e Ewen MacAskill. Snowden giunse all’attenzione internazionale dopo che furono pubblicati gli articoli basati su questo materiale sul Guardian e sul Washington Post. Altre pubblicazioni, tra cui Der Spiegel e The New York Times, fecero ulteriori rivelazioni.
Il giorno del suo trentesimo compleanno, il 21 giugno 2013, il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti d’America accusò Snowden di aver violato l’Espionage Act del 1917 e di furto di proprietà del governo;in seguito a questo il Dipartimento di Stato gli revocò il passaporto.Due giorni dopo, volò all’aeroporto di Mosca-Šeremet’evo, dove le autorità notarono che il suo passaporto statunitense era stato invalidato, e fu confinato nel terminal dell’aeroporto per più di un mese. In seguito la Russia concesse a Snowden il diritto di asilo con un visto iniziale di residenza per un anno; rinnovi ripetuti gli permisero di rimanere almeno fino al 2020. All’inizio del 2016, diventò presidente della Freedom of the Press Foundation, un’organizzazione con sede a San Francisco il cui scopo è proteggere i giornalisti dallo hacking e dalla sorveglianza del governo. Nel 2017 sposò Lindsay Mills a Mosca.
Il 17 giugno 2013, il padre di Snowden, in un’intervista rilasciata a Fox TV, ha espresso preoccupazione per la disinformazione nei media, descrivendo il figlio come un giovane uomo premuroso e sensibile. Pur d’accordo con il figlio nella sua opposizione ai programmi di sorveglianza, gli chiese di interrompere la sua attività e di tornare a casa. Il primo luglio 2013 suo padre ha ritrattato il consiglio datogli e siccome riteneva che non avrebbe potuto esserci un giusto processo negli USA, ha consigliato a Edward di rimanere in Russia.
Il 14 giugno 2013 i procuratori federali degli Stati Uniti hanno presentato a Snowden una denuncia, resa pubblica il 21 giugno, con accuse di furto di proprietà del governo, comunicazione non autorizzata di informazioni della difesa nazionale e comunicazione volontaria di informazioni segrete con una persona non autorizzata. Le ultime due accuse sono sottoposte alla legislazione sullo spionaggio.
Il 29 ottobre 2015 il Parlamento europeo, con 285 voti a favore (contro 281 contrari), ha chiesto agli stati membri di offrire protezione e di ritirare ogni impugnazione penale nei confronti di Edward Snowden ed evitare che venga concessa l’estradizione o consegna a Paesi terzi “riconoscendo il suo statuto di informatore e di difensore internazionale dei diritti umani”.
Il 17 settembre 2019 fu pubblicata la sua autobiografia, intitolata Permanent Record (in italiano tradotta come Errore di sistema). Il primo giorno della pubblicazione, il Dipartimento della giustizia presentò una causa civile contro Snowden per aver pubblicato l’autobiografia, sostenendo che avesse infranto un accordo di non divulgazione firmato con il governo federale statunitense. Ewen MacAskill, ex reporter sulla sicurezza nazionale del The Guardian ha definito la causa un “grosso errore”, facendo notare che trent’anni prima il bando del libro Spycatcher nel Regno Unito aveva determinato un enorme successo di vendite.L’autobiografia in quello stesso giorno era al primo posto della lista dei bestseller di Amazon. In un’intervista del 26 settembre 2019 con Amy Goodman per Democracy Now!, Snowden ha messo in chiaro che si considera un whistleblower e non un leaker, dato che ritiene che “un leaker distribuisce informazioni solo per un guadagno personale”.
Parte-2
Motivazioni della sua denuncia pubblica
(Ed. Snowden, The Daily Show with Trevor Noah, 2019)
Snowden si è sempre dichiarato un patriota che amava il suo lavoro, ma quando si è reso conto che i suoi valori di fedeltà alla Costituzione degli Stati Uniti d’America venivano traditi con grande disinvoltura dalle strategie dei servizi di intelligence, ha cercato il modo di portare questa denuncia all’opinione pubblica senza venire messo a tacere dai suoi superiori, come era già successo al suo scrupoloso collega Thomas Drake qualche anno prima. Non si è dimostrato interessato al denaro, anche se il valore dei documenti trafugati sarebbe stato enorme per qualsiasi potenza avversaria. Si è preoccupato di pretendere dai giornalisti incaricati della divulgazione, di proteggere la sicurezza dei dati sensibili delle persone citate che sono stati oscurati.
Snowden ha affermato che le rivelazioni costituiscono uno sforzo “per informare il pubblico su ciò che viene fatto in loro nome e quello che è fatto contro di loro”.
Le rivelazioni di Snowden riguardano alcune fra le violazioni più significative della storia della NSA, da lui paragonate al Panopticon. Matthew M. Aid, uno storico di intelligence di Washington, ha affermato che le sue rivelazioni hanno “confermato i sospetti di lunga data che la sorveglianza della NSA negli Stati Uniti è più invasiva di quanto pensavamo”.
L’identità di Snowden è stata resa pubblica dal The Guardian, su sua richiesta, il 9 giugno 2013. Ha spiegato il suo ragionamento per la rinuncia all’anonimato: “Non ho alcuna intenzione di nascondere chi sono, perché so che non ho fatto nulla di male”. Ha aggiunto che rivelando la sua identità sperava di proteggere i suoi colleghi dall’essere sottoposti a una battuta di caccia per stabilire chi fosse stato il responsabile delle soffiate.
Ha inoltre dichiarato recentemente che gli eroi dei libri di Ayn Rand e dei film di Star Wars l’hanno spinto ad agire.
Programmi di sorveglianza di massa
Il primo contatto tra Snowden e la documentarista Laura Poitras avvenne nel gennaio 2013. Secondo Poitras, Snowden ha scelto di contattarla dopo aver visto la sua relazione su William Binney, un informatore della NSA, sul New York Times. Lei è un membro del consiglio della Fondazione sulla libertà di stampa insieme con il giornalista Glenn Greenwald.
Greenwald, reporter per il quotidiano britannico The Guardian, ha detto di aver lavorato con Snowden da febbraio, e Barton Gellman, che scrive per il Washington Post, dice che il suo primo “contatto diretto” è avvenuto il 16 maggio. Tuttavia, Gellman sostiene che Greenwald fu coinvolto solo dopo che il Washington Post si rifiutò di garantire la pubblicazione completa dei documenti entro 72 ore.
Gellman dice di aver detto a Snowden: “Non garantiamo quando e quello che pubblicheremo…”. Snowden rispose succintamente “mi dispiace che non siamo riusciti a mantenere questo progetto unilaterale”. Poco dopo entrò in contatto con Glenn Greenwald del Guardian. Snowden comunicava tramite posta elettronica crittografata, con il nome in codice di Verax, che significa “veritiero” in latino. Ha chiesto di non essere citato a lungo per paura di venire identificato con un’analisi semantica.
Secondo Gellman, prima del loro primo incontro di persona, Snowden ha scritto: “So che soffrirò per le mie azioni, e che il ritorno di queste informazioni al pubblico segna la mia fine”. Snowden ha anche avvertito Gellman che, una volta pubblicati gli articoli, i giornalisti che avessero collaborato con lui sarebbero diventati bersagli della CIA rischiando pertanto la propria vita “nel caso in cui pensino che voi siate il punto nevralgico eliminato il quale le rivelazioni avranno fine restituendo loro la proprietà delle informazioni”.
Snowden ha descritto la sua esperienza con la CIA a Ginevra come formativa, affermando che la CIA prese un banchiere svizzero ubriaco e lo incoraggiò a guidare sino a casa.
Quando quest’ultimo fu arrestato, un agente della CIA si offrì di intervenire in suo aiuto, per infine reclutarlo. Il consigliere federale svizzero Ueli Maurer ha commentato: “Non mi sembra che sia probabile che questo incidente sia avvenuto come è stato descritto da Snowden e dai media”. Le rivelazioni arrivarono in un momento delicato per le relazioni USA-Svizzera, dal momento che il governo svizzero tentava di approvare una legge che consentisse una maggiore trasparenza bancaria. In seguito, il Guardian pubblicò anche la notizia di spionaggio USA ai danni di diplomatici dell’Unione Europea. La stampa italiana ha ribattezzato il caso, chiamandolo “datagate”.
grande zio Snowden!!!